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Angelo LANZA

Esperto di storia della fotografia della moda e profondo conoscitore delle luci e delle più avanzate tecniche di fotografia. Tra i suoi clienti Ferudtin Zakirov, Pietro Brunelli, Fabiana Filippi, Rodo, John Barrit, Alessandro Dell'Acqua, Barbizon school Usa. Tra le riviste che apprezzano il suo lavoro, Maxim, Icon, Fur, Ars Arpel, Grazia, GQ Italia, Collezioni, S Magazine. Decennale collaborazione con la scuola di fotografia John Kaverdash.

 

Intervista ad Angelo Lanza, esperto in storia della fotografia della moda e affermato fotografo

Come hai iniziato la tua carriera nel mondo della moda?

Negli anni ’90, dopo gli studi di medicina ho iniziato quasi per caso a fare il fotografo e con la moda è stato amore a prima vista.

Ci racconti in breve com’è nata la fotografia di moda e chi sono stati i protagonisti più illustri?

In origine le prime riviste di moda Harper’s Bazaar (1867) e Vogue (1892) utilizzavano immagini e disegni degli illustratori. Uno dei primi fotografi che contribuì alla nascita della fotografia di moda, che in quell’epoca rappresentava il lusso e il sogno una vita patinata e perfetta, fu negli anni 20 Adolph de Meyer, il primo fotografo assunto a contratto da Vogue, che ritraeva aristocratici, attrici e modelle che indossavano i loro usuali e meravigliosi abiti.

Negli anni 30 le tendenze erano dettate da Parigi ma nel periodo della Seconda Guerra Mondiale il punto di riferimento diventa New York e nasce una nuova generazione di fotografi, tra cui John Rawlings, e Irving Penn, che raggiunsero la massima notorietà nel decennio successivo. In questo periodo, per contrastare la predominanza francese, nasce la moda in Italia (1951) e s’iniziano ad affermare importanti fotografi italiani come Alfa Castaldi e Giampaolo Barbieri.  Erano tempi d’oro e i servizi fotografici di moda erano realizzati con un budget illimitato.

I rivoluzionari Anni 60, sono senza dubbio gli anni del trionfo della moda, il nudo si affaccia sulla scena grazie alle immagini Helmut Newton e trionfa il glamour di Richard Avedon. Negli anni 70 nascono le prime agenzie di moda, viene pubblicato per la prima volta in Italia Haper’s Bazaar, ritorna il colore negli abiti che esploderà definitivamente insieme all’opulenza e alla nascita del fenomeno top model negli anni 80; tra i fotografi di moda più significativi Peter Lindembergh, Patrik Demarchelier, Giampaolo Roversi...

Gli anni novanta e duemila  sono invece caratterizzati dall’avvento della tecnologia digitale e dalla sperimentazione e alcuni dei grandi fotografi che rappresentano questo periodo sono Peter Lindbergh, Patrick Demarchelier e poi Herb Ritts, David La Chapelle, Mario Testino e Steven Meisel.

Come nasce una foto di moda?

La fotografia di moda è l’espressione di un lavoro in team in cui la regia e la visualizzazione del progetto personale sono a cura del fotografo, ma tutti i componenti sul set sono fondamentali: dagli stilisti che creano le collezioni, allo stylist o caporedattore che reinterpreta e valorizza in modo coerente l’idea, alla modella che deve impersonare il ruolo richiesto, ai truccatori e parrucchieri.  

Quali sono i progetti fotografici a te più affini?

Molti progetti sono commissionati da riviste o brand di moda con l’obiettivo di realizzare servizi fotografici che invoglino l’acquisto delle collezioni o dei capi di moda e suggeriscano cosa sia desiderabile. In questo caso la fotografia, seppure di qualità ha un taglio prevalentemente commerciale.

Ma la moda è tra gli ambiti in cui un fotografo può lavorare spaziando nella ricerca, quello dove si può operare con maggiore libertà. I progetti che preferisco, infatti, sono quelli editoriali in cui non avendo limiti o obiettivi definiti è possibile far fluire liberamente la creatività; mi piace l’improvvisazione, cogliere dettagli non necessariamente pensati a tavolino e immortalare un posto, una luce, un’espressione giusta e inaspettata.

Il miglior servizio fotografico fatto finora? 

L’editoriale più spettacolare che ho realizzato aveva come location la cupola della Galleria Vittorio Emanuele a Milano, con la modella Eva Riccobono che camminava sulle lastre di vetro della passerella.

Cosa ami del tuo ruolo di docente?

Insegno da quasi dieci anni nella scuola di fotografia John Kaverdash e più recentemente in Ged Fashion Institute  perché i giovani nel la loro visione ancora inesperta  hanno una grande freschezza di idee, entusiasmo e  voglia di fare che per me sono stimolanti e fortemente contagiosi .

Che consiglio ti senti di poter dare alle ragazze e ai ragazzi che desiderano lavorare nel mondo della moda?

Seguite la vostra passione con grande determinazione. E’ un mondo di grande creatività, fantasia e fascino ma talvolta complicato in cui è importante costruire delle relazioni interpersonali amichevoli e agire con un minimo di scaltrezza nel rispetto della vostra e altrui onestà intellettuale.

Qual è la collaborazione significativa più recente che hai fatto?

La realizzazione del catalogo uomo di Ferutdin Zakirov, lo stilsta uzbeko di capi sartoriali di lusso e accessori di fattura artigianale prodotti in Italia che ha recentemente inaugurato a Milano il suo nuovo flagship store.

Progetti o sogni per il futuro?

Realizzare una mia rivista di moda, ed oggi sono davvero pronto per rendere il mio sogno concreto e duraturo.

Come possono contattarti le persone che desiderano porti delle domande o semplicemente vedere qualche tuo lavoro?

Possono contattarmi attraverso l’e-mail info@angelolanza.com del mio sito Angelo Lanza

 

 


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