Footwear Design e sostenibilità: una professione che lega tradizione e innovazione
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Footwear Design e sostenibilità: una professione che lega tradizione e innovazione

Il settore della calzatura rappresenta uno dei punti di forza della cultura della moda italiana a livello internazionale e, proprio per questo, il corso di MKS Milano Fashion School dedicato a questa arte si contraddistingue per la formazione e preparazione che offre alla prossima generazione di Fashion Designer del Made In Italy.

Sensibilità estetica, passione per la tradizione, curiosità per la ricerca concettuale, lungimiranza: queste sono solo alcune delle caratteristiche richieste dal mercato ad un Footwear Designer. Questa professione richiede, infatti, una profonda conoscenza dei materiali utilizzati e dei loro componenti, ma allo stesso tempo know-how tecnico e doti manageriali sono competenze indispensabili per introdursi con sicurezza e successo nel mercato del lavoro, sia in ambito lusso che mass-market.

Si tratta, dunque, di un settore alla costante ricerca di nuove soluzioni, soprattutto nell’ambito della sostenibilità ambientale dei materiali, argomento da trattare con grande attenzione anche e soprattutto in considerazione dei dubbi che riguardano il discorso calato nel mondo fashion. Ad esempio, si sente spesso dire che il cuoio, essendo naturale e biodegradabile, sia più ecosostenibile rispetto alle alternative “vegane” sintetiche. Eppure, bisogna sempre considerare i trattamenti chimici a cui questi prodotti vengono sottoposti, così come il legame innegabile con le attività di allevamento, indicato da Project Drawdown come la seconda industria più dannosa per l’ambiente nell’ambito della produzione di gas serra.

In particolare, nel caso delle scarpe in molti casi è difficile trovare in commercio delle alternative concrete per alcuni modelli nello specifico - come stivaletti e ballerine, ad esempio - ma tutto il settore sta andando incontro a grandi cambiamenti grazie a nuovi brand di scarpe di lusso totalmente vegane e sostenibili. Tra questi possiamo citare Alfredo Piferi, in precedenza head designer per Jimmy Choo, che ha lanciato la propria collezione di stivali e sandali con parti rimovibili vegani al 100%.

Per la creazione delle sue calzature, Piferi ha deciso di optare per materiali bio (come rivestimenti derivati da olio di mais) e fibre sintetiche riciclate, scelta che ha spinto anche alla ricerca di nuovi modi per assemblare le scarpe nel suo stabilimento a Parabiago. La grande sorpresa è stata la superiorità delle sue scarpe vegane rispetto a quelle di cuoio sotto certi aspetti: ad esempio, una volta in uso, non si allargano e non si creano pieghe con la stessa facilità con cui accade a quelle classiche, senza contare il fatto che la suola di gomma ultrasottile waterproof è più resistente e meno scivolosa di quella tradizionale delle scarpe di cuoio.

Nonostante il cliente che cerca prodotti di lusso sia molto esigente per quanto riguarda qualità e comfort, Piferi ha fiducia nel suo lavoro, perché “in quanto designer, il desiderio è essere ricordati per il modo in cui hai cambiato la percezione di un prodotto, non solo il prodotto in sé”.

Proprio per questo motivo, il corso intensivo in Footwear design vuole formare giovani professionisti nella moda in grado di realizzare qualunque tipo di calzature, esprimendo la propria creatività ed elaborando idee originali in linea con le richieste di mercati e consumatori differenti.

Fonti:
Ideavip - Vogue

 

 

 


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