Il settore Moda come sta vivendo questo momento di crisi causato dal COVID-19?
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Il settore Moda come sta vivendo questo momento di crisi causato dal COVID-19?

 

Il settore Moda come sta vivendo questo momento di crisi? Quali decisioni vengono prese dalle sue aziende e associazioni? Questi sono argomenti di attualità continuamente affrontati e discussi nelle varie lezioni on- line di MKS Milano Fashion School.

Così come in molte altre aree, questo periodo di stop forzato ha colpito anche le attività del tessile, moda e accessorio, con conseguenze sentite in tutta la filiera produttiva italiana. Confindustria Moda (Federazione Italiana Tessile, Moda e Accessorio) si è attivata sia per trovare delle soluzioni utili a ridurne l’impatto il più possibile, sia per offrire il suo sostegno nella lotta contro il virus.

Da una parte, infatti, la federazione - che rappresenta tutto questo sistema, aggregando circa 66mila imprese di confezione dislocate sull’intero territorio Nazionale e occupando più di 585mila addetti - si è posta l’obiettivo di far ripartire subito la macchina manifatturiera del settore fashion. Per fare ciò, ha presentato una proposta per riprendere le attività produttive, logistiche e distributive, sempre in osservanza delle misure di sicurezza definite nel ‘Protocollo condiviso’ del 14 marzo 2020.

In una nota del 4 aprile, viene spiegato il piano ideato per ridurre al minimo le ripercussioni della pandemia in corso sulla filiera, descritta come “un unicum mondiale e il secondo settore manifatturiero italiano oltre che il maggior contributore al saldo positivo della bilancia commerciale italiana”.

In attesa di una conferma della validità degli studi medico-scientifici-epidemiologici per verificare la positività o immunità al virus, la federazione ha fissato delle soluzioni temporanee utili a tutelare la sicurezza dei lavoratori senza compromettere la sopravvivenza delle imprese. Tra queste, ad esempio, troviamo la divisione dei lavoratori per fasce d’età, per proteggere chi è più vulnerabile, o la riapertura delle attività nelle zone meno coinvolte dall’emergenza sanitaria.

Dall’altra parte, il 23 marzo la federazione, con il supporto di Sportello Amianto Nazionale e CNA Federmoda, ha approvato un protocollo per avviare per la confezione di mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale, in risposta all’Art. 5 del Decreto Cura Italia del 16 marzo 2020. Confindustria Moda ha comunicato il lancio di una campagna per raccogliere le candidature delle aziende del tessile-moda disposte a fornire tessuto-non tessuto (TNT) e a riconvertire gli stabilimenti per la produzione del materiale sanitario prezioso in questo periodo di emergenza.

Nel frattempo, CNA Federmoda, struttura di rappresentanza del settore moda della CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), ha infatti rivolto una call ai propri associati per la raccolta di manifestazioni d'interesse proprio a questo riguardo per superare la carenza dei dispositivi di protezione individuale.

Il coordinamento del progetto ricade poi sullo Sportello Amianto Nazionale, promotore e redattore della proposta di questo piano denominato "Riconversione industriale nazionale Emergenza Covid", per il quale sono stati individuati dei fornitori di TNT sulla base di criteri specifici come produzione in Italia, certificazione dei materiali utilizzati, magazzino immediatamente disponibile e capacità produttiva.

Anche il partner PwC Italia ha dato il suo contributo all’iniziativa con due post sui social che hanno portato più di 200 candidature i pochi giorni, a dimostrazione della volontà di tutta la filiera di collaborare e di andare avanti.

 

Fonti:
Pambianco NewsConfindustria Moda 

 


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